Vi aspettiamo a Roccacaramanico il 5 agosto alle ore 17:00 con un momento performativo di (@millepiani) e (@yemgi).
Guilhem Prat (@yemgi) è un artista e graphic designer che lavora da solo o con altri, con l'idea centrale di leggere e dare da leggere, di ascoltare o far ascoltare, di non pensare più necessariamente in termini di produzioni (visive, testuali, sonore) ma piuttosto di guardare a come queste circolano, comunicano ed esistono nel nostro ambiente contemporaneo. Membro del progetto editoriale e radiofonico At the Same Time, il suo lavoro cerca di immaginare altre narrazioni poetiche e relazionali, ruotando intorno al gesto editoriale, alle installazioni, agli oggetti stampati e alle performance.
Marco-Augusto Basso (@millepiani) è un artista e ricercatore. Scultore, si dedica ora alla composizione musicale come atto performativo. È stato coinvolto nella settima edizione del festival "Resistere e Creare" del Teatro della Tosse di Genova, in cui ha concluso il ciclo di performance "Moyocoyatzin" ispirato alla corrente del post-esotismo. Recentemente ha lavorato, con il progetto "Janua", a una mostra a Palazzo Ducale di Genova.
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Da febbraio 2023 Unpae ha avviato il progetto - Dialogo informale - per creare uno spazio di discussione tra varie realtà e ricercatori che si occupano di lavoro culturale in territori marginali. Siamo solo all’inizio di questo lavoro di condivisione che ha coinvolto i progetti Habitat (@habitattt.it) , Marea (@mareartproject) and Claudio Costantino (@clautio.c), dottorando in Culture del progetto: creatività, patrimonio e ambiente. L’obiettivo è quello di far emergere pensieri, sentimenti, problematiche che incontriamo durante la realizzazione dei progetti creativi.
Nella primavera 2023 Alice Peach (@alice__peach) e Francesco De Bernardi (@francesco_de_bernardi) sono stati in residenza a Roccacaramanico, abitando il paese per un lungo weekend.
Nei prossimi mesi lavoreremo insieme ad un progetto editorialie, un oggetto-libro che diventa un display nel quale disporre idee, disegni e storie.
La scelta degli artisti è correlata alla presenza, nella casa della residenza, di molti oggetti collezionati negli anni e all’energia affettiva che ne emerge.
L’idea è quella di ricreare l’atmosfera familiare e straniante presente nelle case dai momenti più intimi a quelli collettivi dei party per le feste di compleanno. Una narrazione al limite con il fiabesco nella quale sono presenti oggetti ironici, reali, infantili, cose che perdono la loro funzione e si trasformano per far nascere altre storie.
Un personaggio buffo pronto a diventare il protagonista del racconto.
Direzione creativa e produzione @andrea.c.stile
Curatela: @alessia.dellirocioli
Fotografia: @francesco_puppo
Il progetto è sviluppato da Unpae in collaborazione con Angelo Licciardello per la sezione LAB di ArtVerona, a cura di Giulia Floris. Per la prima volta l’artista non è stato ospitato negli spazi della residenza. Abbiamo lavorato sulla costruzione di una narrazione a limite con il fantastico, cercando di ricreare nell’ambiente un’atmosfera familiare e straniante, quella che si prova nel paese montano o nell’ambiente domestico.
Per vari mesi abbiamo condiviso pensieri e suggestioni sull’immaginario infantile e affettivo in relazione alla figura dell’animale. L’animale selvatico, apparentemente, non è più presente nelle nostre vite. Nelle sue varie rappresentazioni viene ridotto a “simbolo levigato” (John Berger - Perché guardiamo gli animali?) e quindi infantilizzato. Da questo punto di vista l’orso può essere associato alla figura di Pinocchio: fa parte della nostra infanzia, lo ritroviamo sui comò delle camerette e nelle foto di famiglia insieme ai noi bambini. Nello spazio convivono simboli infantili, animali e oggetti che spesso perdono la loro funzione.
Il display è dato dall’ambiente dello shop di souvenir montano, un luogo nel quale vivono immagini consumate e ripetute sempre uguali a sé stesse, che conservano un’estetica rudimentale e spontanea. Angelo ha deciso di nascondere tra gli elementi dell'installazione delle frasi di una poesia a lui particolarmente cara, scritta dalla poetessa Nikki Giovanni. Particolare della poesia è l’immaginario surreale (l’autrice si identifica con un fungo immobile e inzuppato), elemento atipico nella sua carriera orientata alla lotta sociale. Il calendario diventa un display per un ritratto di cane che dorme nel suo letto, nei primi giorni del mese di gennaio. Il sonno si legge negli elementi del letto e della coperta di pile, oggetti che si collocano tra la rilassatezza e la morte.
Il progetto editoriale è realizzato in collaborazione con Gabriele Zagaglia. L’idea è quella di raccontare i cinque anni di residenza tramite il ricordo degli artist* e ricercator* che negli anni vi hanno partecipato. Crediamo che il ricordo affettivo sia un elemento centrale di Unpae, una sensazione che si trasforma, i contorni dell’immagine si sfocano e creano sensazioni diverse con il passare del tempo. Abbiamo chiesto ai residenti un contributo spontaneo che ha assunto nuove forme ed è andato a comporre il poster.
I contributi sono di Sara Ravelli, Jacopo Belloni, Alice Pilusi, Marco de Leonibus, Alberto Rota, Alessandro Gabini, Stefania Carlotti, Andrea de Liberato, Giorgia Garzilli, Lorenzo Kamerlengo, Chiara Druda, Lorena Florio, Francesco Alberico, Matei Vladimir Colțeanu